Internet, web2.0 e la privacy

privacy-lock

Con la diffusione di Internet e in particolar modo dei social network, il problema della privacy è diventato un tema centrale.  Dati di navigazione, nickname, interessi dell’utente, informazioni personali, foto e tante altre informazioni spesso diventano merce di scambio ad insaputa dell’interessato.

Credersi più furbi della Rete o troppo esperti per essere fregati è il primo passo per “essere fragati”. Il giro d’affari è troppo grande e la digitalizzazione delle banche, l’analisi del traffico di rete a fini commerciali o politici interessa non solo al praticante di phishing free-lance della domenica mattina,  ma a colossi e multinazionali nonché a organizzazioni filo governativi  e agli stessi governi. Basta citare il Governo degli Stati Uniti d’America e lo scandalo datagate scatenato da Edward Snowden quando lavorava come informatico presso la CIA.

 

Come difendersi, allora?

Su Google grazie al sistema di alert offerto da BigG avrete la possibilità di essere avvisati tramite una email di qualsiasi contenuto generato in rete che riporti le vostre generalità.

Non usate mai lo stesso nickname e password quando vi iscrivete su una nuova piattaforma o portale. Soprattutto non scegliete un nick riconducibile a voi, come il nostro cognome e l’anno di nascita!

Proteggete i dati sensibili nel vostro hard disk: esistono tantissimi programmi che criptano dei file o directory come Bitlocker, per Windows, e FileVault, per Mac. In questo modo vi mettere a riparo nel caso qualcuno riuscisse a entrare nel vostro PC.

Non vi è mai capitati di entrare in un negozio online per cercare un prodotto e quando poi proseguite la navigazione  su altri siti, vi trovare la pubblicità proprio del prodotto che avete visitato in precedenza? Per tale motivo, non dimenticati di ripulite periodicamente la cronologia di navigazione e cookie che vengono utilizzati dai motori di ricerca (Google per primo!) per tracciare i vostri interessi e abitudini.